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Psicofarmaci:
Cura o Ciarlataneria?
— di Lawrence Stevens, J.D. —
Traduzione a cura di Tristano Ajmone
Gli psicofarmaci sono inutili, la maggior parte di loro sono dannosi. Molti causano danni permanenti al cervello ai dosaggi abitualmente dati. Gli psicofarmaci e la professione che li promuove sono pericolosi per la tua salute.
Antidepressivi
The Comprehensive Textbook of Psychiatry/IV, pubblicato nel 1985 dice “Gli psicofarmaci triciclici sono la classe più efficace di antidepressivi” (Williams & Wilkins, p. 1520). Ma nel suo libro Overcoming Depression, pubblicato nel 1981, il dott. Andrew Stanway, un medico britannico, dice “Se gli antidepressivi fossero veramente efficaci come si dice che sono, certamente il tasso di ricoveri per depressione negli ospedali sarebbe sceso durante il corso dei venti anni in cui sono stati disponibili. Ahimè, questo non è accaduto. ... Molte prove hanno rivelato che i triciclici sono solo marginalmente più efficaci dei placebi, e alcuni hanno anche rolevato che non sono efficaci quanto le pillole finte” (Hamlyn Publishing Group, Ltd., p. 159-160).
Nel suo manuale textbook Electroconvulsive Therapy, Richard Abrams, M.D., Professore di Psichiatria alla Scuola di Medicina di Chicago, spiega la ragione dell’aggiornamento dell’ edizione del 1988 del suo libro che pubblicò 6 anni prima: “Durante questi sei anni l’interesse per l’ ECT è aumentato grandemente. ... Cos’è responsabile di questo voltafaccia nella psichiatria americana? Il disincanto per gli antidepressivi, forse. Nessuno è stato trovato essere superiore all’ imipramina [un triciclico], ora vecchia di 30 anni e più , e i composti più recentemente introdotti sono sovente meno efficaci o più tossici dei farmaci più vecchi, o entrambi.” (Oxford Univ. Press, p.xi).
Il Dott. Abrams dice in questo libro, “nonostante le dichiarazioni dei fabbricanti, nessuno progresso significativo nel trattamento farmacologico della depressione è avvenuto dall’introduzione dell’ imipramina nel 1958,” (p. 7). Nella Prefazione a questo libro, Max Fink, M.D., un professore di psichiatria all’Università Statale di New York a Stony Brook, dice che la ragione per l’aumentato uso della “terapia” electroconvulsiva (ECT) come trattamento per depressione è quella che lui chiama “Delusione sull’efficacia delle droghe psicotrope” (p. vii).
Nel suo libro Psychiatric Drugs: Hazards to the Brain, pubblicato nel 1983, lo psichiatra Peter Breggin, M.D., asserisce: “Il punto più fondamentale da essere fatto circa gli antidepressivi maggiori più frequentemente usati è che non hanno nessuno specifico effetto antidepressivo. Come i tranquillanti maggiori ai quali sono strettamente imparentati, sono estremamente neurotossici e debilitanti per il cervello, e realizzano il loro effetto attraverso la disgregazione del normale funzionamento del cervello. ... Solamente ’l’opinione clinica’ dei difensori degli psicofarmaci sostiene qualsiasi effetto antidepressivo“ (Springer Pub. Co., pp. 160 & 184).
Un articolo della rivista Newsweek del 7 Febbraio1994, dice che “Prozac... e i suoi cugini chimici Zoloft e Paxil non sono più efficaci dei più vecchi trattamenti per la depressione” (p. 41). La maggior parte delle persone con cui ho parlato che hanno preso i cosiddetti antidepressivi, incluso il Prozac, dicono che il farmaco non ha funzionato con loro. Questo getta dubbi sulla pretesa affermazione spesso fatta che il 60% o più delle persone che prendono i supposti antidepressivi ne traggano beneficio.
Il Litio
Si dice che il Litio sia utile per persone il cui umore cambia ripetutamente da gioioso ad abbattuto e viceversa. Gli psichiatri lo chiamano disordine maniaco-depressivo o disordine di umore bipolare. Il Litio fu descritto per la prima volta come una medicina psichiatrica nel 1949 da uno psichiatra australiano, John Cade. Secondo un manuale psichiatrico: “Mentre conduceva esperimenti sugli animali, Cade aveva notato incidentalmente che il Litio rendeva gli animali letargici, questo lo spinse a somministrare questa medicina a molti pazienti psichiatrici agitati.” Il manuale descrive questo come “un momento cruciale nella storia della psicofarmacologia” (Harold I. Kaplan, M.D. & Benjamin J. Sadock, M.D., Clinical Psychiatry, Williams &am; Wilkins, 1988, p. 342). Comunque, se non vuoi essere letargico, prendere il Litio sembrerebbe essere di discutibile beneficio.
Un sostenitore del Litio come terapia psichiatrica ammette che il Litio causa “una sensazione di moderata depressione, di letargia generale.” Egli la chiama la “la letargia standard” causata dal Litio (Roger Williams, “A Hasty Decision? Coping in the Aftermath of a Manic-Depressive Episode”, dalla rivista American Health magazine, Otobre 1991, p. 20). Similmente, uno dei miei parenti fu diagnosticato come maniaco-depressivo e gli fu prescritto il Litio carbonato. Lui mi disse, anni più tardi, “Il Litio mi isolò dagli alti ma non dai bassi”. Non dovrebbe essere una sorpresa che una medicina che causa letargia come il Litio abbia questo effetto. Sorprendentemente, gli psichiatri qualche volta dichiarano che il Litio evita sentimenti di depressione anche se, semmai, i farmaci che inducono letargia come il Litio (come la maggior parte delle medicine psichiatriche) promuovono sentimenti di abbattimento e infelicità anche se sono chiamati antidepressivi.
Tranquillanti Minori / Ansiolitici
Fra le medicine psichiatriche più estesamente usate ci sono quelle chiamate tranquillanti minori, inclusi Valium, Librium, Xanax, e Halcion. I dottori che li prescrivono dicono che hanno effetti calmanti, antiansia, effetti panico-soppressore o che sono utili come sonniferi. Chiunque crede a queste dichiarazioni dovrebbe andare alla biblioteca più vicina e leggere l’articolo “High Anxiety” del Gennaio 1993 sulla rivista Consumer Reports, o leggere il Capitolo 11 in Toxic Psychiatry (St. Martin’s Press, 1991), dello psichiatra Peter Breggin, entrambi dichiarano che il contrario è più vicino alla verità.
Come tutte o pressoché tutte le medicine psichiatriche, i cosiddetti tranquillanti minori non curano nulla, semplicemnte sono droghe che debilitano il cervello. In una prova clinica, il 70 percento delle persone che prendevano l’ Halcion “sviluppò perdita della memoria, depressione e paranoia” (“La casa produttrice dell’Halcion Upjohn Co. difende il controverso sonnifero,” Miami Herald, 17 Dicembre 1991, p. 13A). Secondo Newsweek, 17 Febbraio 1992, “Quattro paesi hanno proibito completamente il farmaco” (p. 58). Nel suo libro Toxic Psychiatry, lo psichiatra Peter Breggin, parlando dei tranquillanti minori dice “Come la maggior parte degli psicofarmaci, l’uso del farmaco alla fine causa un aumento degli stessi sintomi che la medicina si suppone migliori” (ibid, p. 246).
Psicofarmaci vs Sonno Distinto da Incoscienza Farmacoindotta
Contrariamente alle dichiarazioni che i tranquillanti minori e i cosiddetti antidepressivi sono utili come sonniferi, il loro vero effetto è inibire o bloccare il vero sonno. Quando partecipiai ad una lezione di psichiatria con un amico studente in medicina, il professore ci disse “la ricerca ha mostrato che noi non abbiamo bisogno di dormire, ma abbiamo bisogno di sognare.” La fase di sogno del sonno è la parte critica. La maggior parte dei farmaci psichiatrici, incluse quelli pubblicizzati come sonniferi o tranquillanti, inibiscono questa fase-sogno critica del sonno, inducendo uno stato che sembra di sonno ma che in realtà è un stato d’incoscenza senza sogno -non sonno. Il sonno, in altre parole, è un’attività mentale importante che è danneggiata o è arrestata dalla maggior parte degli psicofarmaci.
Un periodico di auto-aiuto aiuto consiglia: “Non prendere sonniferi tranne che su prescrizione medica, e poi per non più di 10 notti consecutive. In aggiunta alla perdita del loro potere e della creazione di dipendenza, i sonniferi riducono o impediscono la fase di sogno del sonno, necessaria per la salute mentale” (dalla rivista Going Bonkers?, primo numero, p. 75). In The Brain Book, il professore Peter Russell, Ph.D., dell’Università di Rhode Island dice “Durante il sonno, particolarmente durante le fasi del sogno, le proteine e gli altri elementi chimici del cervello, usati durante il giorno, vengono ripristinati” (Plume, 1979, p. 76). Esperimenti di privazione del sonno fatti su persone normali mostrano che la perdita del sonno causa allucinazioni se protratti abbastanza a lungo (Maya Pines, The Brain Changers, Harcourt Brace Jovanovich, 1973, p. 105). E allora quali sarebbero le conseguenze dell’assunzione di psicofarmaci che interdicono o bloccano il vero sonno?
Tranquillanti Maggiori / Neurolettici / Antipsicotici / Droghe Antischizofreniche
Anche se gli antidepressivi psichiatrici (cosiddetti) e il Litio e i (cosiddetti) agenti antiansia (o tranquillizzanti minori) sono dannosi, essi non sono nemmeno lontanamente dannosi come i cosiddetti tranquillanti maggiori, qualche volta anche chiamati “antipsicotici” o “antischizofrenici” o “neurolettici”. Inclusi in questa categoria ci sono la Torazine (cloropromazina), il Mellaril, il Prolixin (fluphenazine), Compazine, Stelazine, e Haldol (aloperidolo) e molto altri.
In termini dei loro effetti psicologici, i suddetti tranquillanti maggiori causano sofferenza non tranquillità. Essi annientano fisicamente, neurologicamente, la maggior parte delle abilità di una persona di pensare e agire, anche a dosi comunemente date. Debilitano le persone, possono fermare quasi qualsiasi pensiero o comportamento che il “terapeuta” vuole fermare. Ma questo è semplicemente annullare le persone, non è terapia. Lo psicofarmaco annulla temporaneamente o permanentemente gli aspetti buoni della personalità di un individuo tanto quanto quelli cattivi.
Se e fino a che punto la debilitazione inflitta dal farmaco può essere rimossa interrompendone l’assunzione dipende dalla durata temporale dell’assunzione del farmaco da quanto alto è stato il dosaggio. I cosiddetti tranquillanti maggiori/ antipsicotici/neurolettici danneggiano il cervello più chiaramente, severamente, e permanentemente di qualunque altro usato in psichiatria. Joyce G. Small, M.D., e Iver F. Small, M.D., entrambi Professori di Psichiatria all’Università dell’Indiana, criticano gli psichiatri che usano “farmaci psicoattivi che sono noti per avere effetti neurotossici” e parlano di “aumentato riconoscimento di danni di lunga durata e qualche volta irreversibili alle funzioni del cervello indotti da farmaci neurolettici. In questo caso l’evidenza dei danni cerebrali non è sottile, ma è grossolanamente ovvia anche all’osservatore casuale!” (Behavioral and Brain Sciences, March 1984, Vol. 7, p. 34).
Secondo Conrad M. Swartz, Ph.D., M.D., Professore di Psichiatria alla Chicago Medical School, “Mentre i neurolettici alleviano l’ansia psicotica, i loro effetti tranquillizzanti smussano dettagli fini della personalità, incluso l’iniziativa, la reattività emotiva, l’entusiasmo, la seduttività, la vigilanza e l’intuizione. ... Questo avviene in aggiunta ai consueti effetti collaterali, di solito movimenti involontari che possono essere permanenti e sono perciò evidenza di danno cerebrale” (Behavioral and Brain Sciences, March 1984, Vol. 7, pp. 37-38). Un rapporto del 1985 in Mental and Physical Disability Law Reporter indica un coinvolgimento dei tribunali degli Sati Uniti che hanno finalmente iniziato a considerare la somministrazione involontaria dei cosiddetti tranquillanti maggiori/antipsicotici/neurolettici come coinvolgente i diritti del Primo emendamento “Poichè ...i farmaci antipsicotici hanno la capacità di compromettere severamente e addirittura permanentemente l’abilità di un individuo a pensare e comunicare” (Involuntary medication claims go forward”, Gennaio-Febbraio 1985, p. 26- italico nostro). In Molecules of the Mind: The Brave New Science of Molecular Psychology, il Professore Jon Franklin osserva: “Questa era coincise con l’aumento della consapevolezza che i neurolettici non solo non guarivano la schizofrenia -essi di fatto causavano danni al cervello. Improvvisamente, gli psichiatri che li usavano, ormai come i loro pazienti emarginati dalla società, furono sospettati di Nazismo e peggio” (Dell Pub. Co., 1987, p. 103).
Nel suo libro Psychiatric Drugs: Hazards to the Brain, lo psichiatra Peter Breggin, M.D., dichiara che usando medicine che causano danni cerebrali, “La psichiatria ha generato nel mondo un’epidemia di malattie del sistema nervoso ” qualcosa “che va da 1 milioni a 2 milioni di persone l’anno” (l’op. cit., pp. 109 & 108). In casi severi, il danno cerebrale causato da farmaci neurolettici è attestato da movimenti del corpo anormali chiamati discinesie tardive. Comunque, la discinesia tardiva è solamente la punta dell’iceberg dei danni cerebrali causati dai neurolettici. Le funzioni mentali superiori sono più vulnerabili e sono danneggiate prima delle funzioni elementari del cervello come il controllo motorio.
Lo psichiatria professore Richard Abrams, M.D., ha ammesso che “ora è stato riportato che la discinesia tardiva compare dopo brevi trattamenti terapeutici con farmaci neurolettici” (in: Benjamin B. Wolman (editor), The Therapist’s Handbook: Treatment Methods of Mental Disorders, Van Nostrand Reinhold Co., 1976, p. 25). Nel suo libro The New Psychiatry, pubblicato nel 1985, lo psichiatria professore Jerrold Maxmen S. M.D. dell’Università di Columbia, dichiara: “Il miglior modo per evitare la discinesia tardiva è evitare del tutto gli antipsicotici. Eccetto che per trattare la schizofrenia, essi non dovrebbero essere usati per più di due o tre mesi consecutivi. Quello che è criminale è che troppi pazienti che non dovrebbero ricevono antipsicotici” (Mentor, pp. 155 - 156).
Di fatto, il dott. Maxmen non va lontano abbastanza. La sua descrizione della prescrizione dei farmaci cosiddetti antipsicotici/antischizofrenici/tranquillanti/neurolettici come “criminale” è accurata per tutte le persone, incluse quelle chiamate schizofreniche, anche quando i farmaci non vengono somministrati abbastanza a lungo affinchè il danno cerebrale emerga come discinesia tardiva. L’autore della Prefazione ad un libro pubblicato da quattro medici nel 1980, Tardive Dyskinesia:Research & Treatment, fece questi commenti:
“Alla fine degli anni ’60 compendiai la letteratura sulla discinesia tardiva... La maggioranza degli psichiatri o ignorava l’esistenza del problema o faceva sforzi sottili per dimostrare che queste anormalità motorie erano clinicamente insignificanti o non correlate alla farmacoterapia. Nel nel frattempo il numero di pazienti colpiti da discinesia tardiva aumentarono e i sintomi peggiorarono in quelli afflitti da questa condizione...ci sono pochi investigatori o clinici che nutrono ancora dubbi circa la natura iatrogena [causata dal medico] della discinesia tardiva. ... È evidente che più uno impara circa gli effetti tossici dei neurolettici sul sistema nervoso centrale, più uno vede un bisogno urgente di cambiare le nostre pratiche correnti dell’ uso del farmaco. È deplorevole che molti professionisti continuino a prescrivere droghe psicotrope in quantità eccessive, e che un numero considerevole di istituzioni mentali non ha sviluppato ancora una politica riguardo alla gestione e prevenzione della discinesia tardiva. Se questo libro che riflette le opinioni degli esperti in questo campo, può fare presa nel favore di molti psichiatri, non sarà un risultato da poco” (in: William E. Fann, M.D., et al., Tardive Dyskinesia: Research & Treatment, SP Medical & Scientific) .
In Psychiatric Drugs: Hazards to the Brain, lo psichiatra Peter Breggin, M.D., dice questo: “I tranquillanti maggiori sono farmaci estremamente tossiche; sono velenosi per vari organi del corpo. Essi sono neurotossine particolarmente potenti, e frequentemente producono danni permanenti al cervello...discinesie tardive possono svilupparsi a basso dosaggio e uso a breve termine... la demenza [perdita delle funzioni mentali superiori] associata alla discinesia tardiva di solito non è reversibile... Raramente mi sono sentito più rattristato o più costernato che dalla negligenza dello psichiatra sull’evidenza che sta causando effetti lobotomici irreversibili, psicosi, e demenza in milioni di pazienti come risultato del trattamento con tranquillanti maggiori” (op. cit., pp. 70, 107, 135, 146).
Il professore di psichiatria Richard Abrams, M.D., ha indicato che “Gli antidepressivi Triciclici ...sono modifiche chimiche minori della cloropromazina [Torazina] e furono presentati come potenziali neurolettici” (in: B. Wolman, The Therapist’s Handbook, op. cit., p. 31). Nel suo libro Psychiatric Drugs: Hazards to the Brain , il dott. Breggin chiama i cosiddetti antidepressivi “Tranquillanti Maggiori mascherati” (p. 166). Lo psichiatra Mark Gold, M.D, ha detto che gli antidepressivi possono causare discinesia tardiva (The Good News About Depression, Bantam, 1986, p. 259).
Perchè i cosiddetti pazienti accettano queste “cure?” Qualche volta lo fanno per ignoranza circa il danno neurologico al quale si stanno sottoponendo seguendo il consiglio del loro psichiatra di prendere la “medicina.” Ma sovente se non la maggior parte delle volte, i neurolettici sono letteralmente immessi con la forza nei corpi dei “pazienti” contro la loro volontà. Nel suo libro Psychiatric Drugs: Hazards to the Brain, lo psichiatra Peter Breggin, M.D., dice “Ripetutamente durante la mia esperienza clinica ho visto pazienti portati all’angoscia e indignazione estrema a causa dei neurolettici a loro imposti con la forza ... Il problema è così grande nella prassi ospedaliera di routine che una grande percentuale di pazienti deve essere minacciata con l’iniezione intramuscolare forzata prima che loro prendano i farmaci” (p. 45).
Trattamento Psichiatrico Forzato Paragonato Allo Stupro
La somministrazione forzata di un farmaco psichiatrico (o un cosiddetto trattamento come l’elettroshock) è un genere di tirannia che può essere comparato, fisicamente e moralmente, con lo stupro. Paragonare lo stupro sessuale e l’involontaria somministrazione di un farmaco psichiatrico iniettatato nei muscoli delle natiche, che sono la parte anatomica dove di solito è fatta l’iniezione: in entrambi i casi, stupro sessuale e somministrazione forzata di psicofarmaci, è usata la forza. In ambo i casi, i pantaloni della vittima sono tirati in giù. In ambo i casi, un tubo è inserito nel corpo della vittima contro la sua volontà. Nel caso di stupro sessuale, il tubo è un pene. Nel caso di quello che potrebbe essere chiamato stupro psichiatrico, il tubo è un ago ipodermico. In ambi casi, un fluido è iniettato nel corpo della vittima contro la sua volontà. In ambo i casi è nel (o vicino al) sedere. Nel caso di stupro sessuale il fluido è lo sperma. Nel caso di stupro psichiatrico, il fluido è Thorazine, Prolixin o qualche altro farmaco che debilita il cervello.
L’invasione fisica è simile in entrambi i casi se non (spiegherò poi le ragioni) davvero peggio nel caso di stupro psichiatrico. Così è il senso dell’oltraggio nella mente della vittima di ciascun tipo di assalto. Come lo psichiatria professore Thomas Szasz una volta disse, “la violenza è violenza, a prescindere dal fatto che sia chiamata malattia psichiatrica o trattamento psichiatrico.” Alcuni che non sono “ospedalizzati” (ovvero, imprigionati) sono costretti a recarsi all’ufficio di un dottore per iniezioni di neurolettici a lento rilascio come il Prolixin ogni due settimane con la minaccia di imprigionamento (“ospedalizzazione”) e di iniezione forzata del farmaco se non assentono. Perchè lo stupro psichiatrico è peggio dello stupro sessuale? Come il neurochirurgo I. S. Cooper, M.D., disse nella sua autobiografia:
“È il tuo cervello che vede, pensa, comanda, risponde. Tu sei il Tuo cervello. Sei tu. Trapiantato in un altro portatore, un altro corpo, il tuo cervello lo rfornirà delle tue memorie, i tuoi pensieri, le tue emozioni. Saresti ancora tu. Il nuovo corpo sarebbe il tuo contenitore. Ti porterebbe in giro. Il tuo cervello sei tu ” (The Vital Probe: My Life as a Brain Surgeon, W.W.Norton & Co., 1982, p. 50- italici aggiunti). La parte più essenziale e più intima di te non è ciò che c’è tra le tue gambe ma quello che c’è tra i tuoi orecchi. Un assalto al cervello di una persona come la somministrazione involontaria di un “trattamento“ debilitante o che invecchia il cervello (come una droga psicoattiva, l’elettroshock o la psicochirurgia) è un crimine più profondo e moralmente parlando molto più orribile dello stupro sessuale anche per un’altra ragione: la somministrazione involontaria delle “terapie” biopsichiatriche causa danni permaneniti alle funzioni del cervello.
In contrasto, le donne di solito sono ancora sessualmente completamente funzionanti dopo essere state stuprate. Loro soffrono di danni psicologici, ma di questo vale anche per le vittime dell’aggressione psichiatrica. Spero di non essere frainteso come minimizzatore del trauma o ingiustizia dello stupro sessuale se dico che ho fatto consulenza a donne sessualmente stuprate nella mia pratica di avvocatura e che ognuna della mezza dozzina circa di donne ho conosciuto che erano state stuprate sessualmente ha avuto poi relazioni sessuali apparentemente normali, e nella maggior parte dei casi matrimoni e famiglie. In contrasto, il cervello delle persone sottoposte ad all’aggressione psichiatrica sovente non è completamente funzionale a causa del danno fisico, biologico arrecato dal “trattamento.” In uno show televisivo nel 1990, lo psicanalista Jeffrey Masson, Ph.D., disse che lui spera che i responsabili per tali “terapie“ un giorno verranno sottoposti ai “processi di Norimberga” ( Geraldo, Nov. 30, 1990).
Psicofarmaci Dannosi al Cervello Vengono Inflitti ai Residenti Nelle Case di Riposo
Questi stessi (cosiddetti) neurolettici/antipsicotici dannosi per il cervello sono regolarmente somministrati involontariamente a persone anziane mentalmente sane in case di riposo negli Stati Uniti. Secondo un articolo di Settembre/Ottobre 1991, pubblicato sulla rivista In-Health, “Nelle case di riposo gli antipsicotici sono usati ovunque sul 21- 44 percento degli anziani istituzionalizzati... metà dei farmaci antipsicotici prescritti per i residenti che vivono in case di riposo non potevano essere giustificati dalla diagnosi nella cartella clinica del paziente.
I ricercatori sospettano che le medicine vengono comunemente usate da tali istituzioni come camicie di forza chimiche - un mezzi per calmare pazienti indisciplinati” (p. 28). So di due casi di uomini anziani e deboli, in case di cura, che riuscivano a mala pena ad uscire dalle loro sedie a rotelle a cui furono somministrati neurolettici/antipsicotici. Uno si lagnò perché fu legato alla sedia a rotelle per prevenire i suoi tentativi di camminare con il bastone. L’altro fu legato al letto di notte per prevenire che cadesse andando al bagno, costringendolo a defecare nel letto.
Entrambi erano fisicamente così debilitati da non rappresentare un pericolo per nessuno. Ma entrambi osarono lamentarsi aspramente per come furono maltrattati. In entrambi i casi il personale della casa di riposo risposero a queste lagnanze con iniezioni di Haldol -debilitando mentalmente questi uomini, rendendogli così impossibile per loro lagnarsi. L’uso di questi farmaci dannosi sui residenti delle case di cura che non sono titenuti avere dei problemi psichiatrici dimostra che il vero scopo è il controllo, non la terapia. Le pretese terapeutiche per i farmaci neurolettici sono razionalizzazioni non suffragate dai fatti
Gli Studi Supposti “Doppio Cieco”Sono Tendenziosi
Gli studi che indicano essere utili i farmaci psichiatrici sono di dubbia credibilità a causa del pregiudizio professionale. Tutti o quasi tutti i farmaci psichiatrici sono neurotossici e per questa ragione causano sintomi e problemi quali bocca secca, visione offuscata, vertigini,, stordimento, letargia, difficoltà di pensiero, irregolarità mestruali, ritenzione urinaria, palpitazioni del cuore, e altre conseguenze dovute a disfunzioni neurologiche. Gli psichiatri li chiamano ingannevolmente “effetti collaterali”, anche se questi sono gli unici veri effetti dei farmaci psichiatrici odierni. I placebi (o pillole di zucchero) non causano questi problemi. Da quando questi sintomi (o la loro assenza) sono ovvi agli psichiatri che valutano gli psicofarmaci con prove presumibilmente a doppio cieco, le prove sui farmaci non sono veramente a doppio cieco, rendendo impossibile valutare imparzialmente gli psicofarmaci. Questo permette una tendenziosità professionale per dirottarne i risultati.
Modalità d’Azione: Sconosciuta
Malgrado varie teorie e pretese non comprovate, gli psichiatri non sanno come funzionano biologicamente i farmaci che prescrivono. Con le parole dello psichiatria dell’Università di Columbia professore Jerrold S. Maxmen, M.D.: “Come funzionano i farmaci psicotropi non è chiaro” (The New Psychiatry, Mentor, 1985, p. 143). L’esperienza ha mostrato che l’effetto di tutte i farmaci psichiatrici oggi comunemente usati è debilitare il cervello in modo generalizzato. Nessuno degli psicofarmaci odierni ha la specificità (p. es., per depressione o ansia o psicosi) che spesso è loro attribuita.
Come Prendere Insulina Per il Diabete?
Spesso è asserito che prendere uno psicofarmaco è come prendere l’insulina per il diabete. Sebbene le medicine psichiatriche vengono prese continuamente come l’ insulina, l’analogia è assurda. Il diabete è una malattia con una causa fisica nota. Nessuna causa fisica è stata trovata per alcuna delle cosiddette malattie mentali. La modalità d’azione dell’ insulina è nota: è un ormone che istruisce o causa l’assorbimento dietetico di glucosio (lo zucchero) delle cellule. In contrasto, le modalità d’azione delle medicine psichiatriche sono ignote sebbene i difensori delle medicine psichiatriche così come i critici formulano la teoria che prevengano il normale funzionamento del cervello bloccandone i neurorecettori.
Se questa teoria fosse corretta sarebbe un altro contrasto tra prendere l’ insulina e prendere uno psicofarmaco: l’insulina ripristina una funzione biologica normale, vale a dire, il normale metabolismo del glucosio (o zucchero) . Le medicine psichiatriche interferiscono con una funzione biologica normale, vale a dire, il normale funzionamento dei neurorecettori. L’insulina è un ormone che si trova naturalmente nel corpo. Le medicine psichiatriche non si trovano normalmente nel corpo. L’insulina dà al corpo di un diabeticola capacità che egli non avrebbe senza l’insulina, vale a dire, la capacità di metabolizzare normalmente il glucosio (zucchero). Gli psicofarmaci hanno un genere opposto di effetto: tolgono le abilità (mentali) che la persona avrebbe in assenza della medicina. L’insulina influenza il corpo piuttosto che la mente. Gli psicofarmaci debilitano il cervello e perciò la mente, la mente che è l’essenza del vero sè.
L’AUTORE, Lawrence Stevens, è un avvocato la cui pratica ha incluso la difesa di “pazienti” psichiatrici. I suoi opuscoli non sono tutelati in base ai diritti d’autore. Lei è invitato a fare copie e darle a coloro che lei pensa ne trarranno beneficio.
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