Il Tribunale Foucault Sullo Stato Della Pischiatria — traduzione a cura di Tristano Ajmone & Luca Bistolfi —
Ellis Huber
— Testimone della Difesa —
Dott. Ellis Huber
Presidente dell’Ordine dei Medici di Berlino
Usciere Kamper: Ora l’accusa, la difesa e la giuria sottoporranno a contradittorio il dr. Ellis Huber, Presidente dell’Ordine dei Medici di Berlino. Questo significa che egli verrà ascoltato da diverse parti. Egli ha acconsentito a partecipare, e desidero ringraziarlo molto per essere venuto. Lo invito a prendere posto.
Ron Leifer: Mi consenta di rivolgerLe alcune domande taglienti. Siamo entrambi medici. Se un paziente viene da Lei con l’appendicite, Le viene sottoposto un paziente adulto con l’appendicite che rifiuta la cura, può condurre questo paziente all’ospedale con la forza? Può essere chiamato dalla polizia a casa di una persona colta da infarto e diagnosticarglielo e far sì che la polizia lo conduca in ospedale? Può Lei, a seguito di una segnalazione che una persona ha l’AIDS, sfondare la porta di casa di questa persona e portarla con sé e imporle un test e costringerla alla cura?
Queste sono tutte situazioni mediche. Nel mio Paese, se un medico facesse questo, sarebbe colpevole di aggressione. Ma questo viene fatto coi cosiddetti pazienti psichiatrici continuamente. Lei non concorda sul fatto che queste prassi di intervento vengono utilizzate solo al fine di correggere comportamenti, emozioni e pensieri devianti, e che la psichiatria funziona quale strumento di controllo sociale mascherato? Concesso che — come Lei ha precisato — ciò è richiesto dalla popolazione, non dovremmo noi, in quanto medici, prendere una posizione contro l’uso della coercizione mascherata da medicina quale forma supplementare di controllo sociale, visto che il pubblico la richiede?
Ellis Huber: Se mi trovo per strada e vedo qualcuno che rischia di morire di emorragia, allora lo porterei in ospedale con l’uso della forza e per ciò sarei pronto a finire in carcere.
Ron Leifer: E probabilmente ci finirebbe!
Ellis Huber: Non sto difendendo la psichiatria nel suo stato attuale. Sto piuttosto difendendo gli psichiatri che vogliono adempiere alla propria funzione in maniera responsabile. Ed io ritengo vi sia una differenza. Insieme dobbiamo — e noto che i malati e i soccorritori si vedono come alleati — riconoscere che le condizioni in psichiatria sono riformate e continuano a migliorare e a gestire la violenza sociale. Dobbiamo riconoscerlo al fine di infrangere la resistenza dello Stato o della società contro queste riforme; e non è facile.
Ron Leifer: Signore, voi siete un leader, voi potete esprimere apertamente il vostro dissenso!
Ellis Huber: La comunità sociale è sempre sottomessa al controllo sociale. Quindi non vi è un’arbitrarietà individuale nella vita umana.
René Talbot: Perché mai un medico psichiatra non dovrebbe finire in carcere — come vi finireste voi — quand’egli porta in ospedale contro la propria volontà una persona che si sta dissanguando a morte? Perché egli non dovrebbe finire in carcere così come vi finireste voi?
Ellis Huber: Sono abbastanza certo che la persona che si sta dissanguando a morte, e che potrebbe seguitare a vivere, non mi denuncerebbe. Ma sono altresì certo che tutti in Germania possano comprendere i motivi della carcerazione forzata, applicata attraverso la decisione soggettiva del medico. E che in questa situazione la società non avanzerebbe l’irragionevole richiesta che io finisca in carcere. Ma è possibile che ciò possa essere reso possibile da una cultura impazzita. E ciò che vale per i corpi sanguinanti, ritengo valga anche per le anime sanguinanti.
René Talbot: Ripeto: perché mai il medico psichiatra non dovrebbe avere la vostra stessa certezza di non essere denunciato, così come voi non verreste denunciato nonostante abbiate fatto qualcosa contro la sua volontà? Perché il medico psichiatra dovrebbe avere questa speciale protezione dello Stato?
Ellis Huber: Non ritengo sia una protezione speciale da parte dello Stato. Potrebbe, anzi, essere una «prigione» speciale! Lo psichiatra si colloca tra l’interesse dello Stato e la situazione dell’individuo, e non riceve altra libertà d’azione se non quella che la legge oggi gli offre.
Io sono per rendere più pubblico questo conflitto (questa contraddizione) in una medicina del futuro, dove non vi sarà più una distinzione tra trattamento acuto corporeo e aiuto psichiatrico. Ma su di un fatto non c’è dubbio: che vi siano persone che soffrono così tanto psicologicamente da non poter essere tollerate dal loro ambiente senza un intervento aggressivo.
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