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Il Tribunale Foucault Sullo Stato Della Pischiatria — traduzione a cura di Tristano Ajmone & Luca Bistolfi — Discorsi ConclusiviRon Leifer Discorso dell’Accusa — Ron LeiferDobbiamo riesumare il nostro linguaggio e purificarlo da tutte le tracce del modello medico: questo se intendiamo trarre un senso dalla mente ed eliminare questa giustificazione della psichiatria coercitiva — non la chiamerò «cura», ma «intervento». In questa ingannevole retorica neolinguistica orwelliana, la coercizione viene definita «aiuto», la condanna «diagnosi», la coercizione «cura». È un compito molto difficile. Avete potuto constatarlo dalla natura della nostra discussione: quando confondiamo questo linguaggio è assai difficile giungere ad una chiara comprensione della differenza tra interventi coercitivi, studiati per controllare le persone, e l’effettiva offerta di aiuto, che deve essere volontaria. Ora, nella mia mente non c’è traccia di dubbio — pratico la psicoterapia da decenni — che la psicoterapia possa essere d’aiuto alle persone. Non è sempre d’aiuto alle persone, non è necessariamente d’aiuto alle persone, e non è d’aiuto alle persone quando lo psicoterapeuta utilizza il modello medico. Noi necessitiamo d’aiuto e necessitiamo di chi ci aiuti. Ma questa condizione dev’essere volontaria. E, anche nella condizione volontaria, vi è una dislivello di potere. È una situazione assai delicata, che dev’essere gestita con grande sensibilità. I Cinesi hanno un adagio che raggira l’ingannevole retorica: “Perché sei arrabbiato con me? Io non ho mai cercato di aiutarti!” Vedete: siccome chi aiuta ha intrinsecamente più potere rispetto a chi riceve aiuto (ed è la ragione per cui è così importante) e poiché in questa situazione di aiutante/aiuto vi è un intrinseco dislivello di potere; lo Stato ne stia fuori! e che questo potere non sia un mandato sociale approvato e sorretto dal governo e dalla polizia! E, fondamentalmente, il Trattamento Sanitario Obbligatorio viene somministrato puntando una pistola, poiché, se non collaborate, la polizia vi darà la caccia e, se non collaborerete con la polizia, essa vi indurrà a farlo! L’ultimo problema che vorrei menzionare, è che la stessa professione psichiatrica si rifiuta di prestare orecchio a tutto questo, non ne vuole sapere, non si mette a discuterne con noi. Sono molto grato verso i miei colleghi, i quali sono stati abbastanza coraggiosi da venire qui e così impegnarsi in questo dibattito. Ma vi sono molte sedie lasciate vuote da professori di psichiatria degli istituti accademici che promuovono il modello medico, e altresì l’idea che la malattia mentale sia un disturbo biochimico. Loro non ci sono, non intendono ascoltare; ma devono essere obbligati ad ascoltare! Io rifuggo l’uso della forza, ma in qualche modo dobbiamo far sentir loro in modo chiaro la nostra voce, cosicché queste persone ascoltino. E questo, credetemi — lo so grazie ai miei 40 anni di esperienza — è un compito estremamente difficile. Usciere Kamper: Invito la difesa a pronunciare la propria arringa. Discorso della Difesa — Peter KruckenbergLa difesa pronuncerà la propria arringa da qui, al fine di rendere chiaro che essa proviene da tutti noi tre. La situazione della difesa è stata a volte non molto facile, ma questo è il nostro compito. Il secondo punto, che non voglio ora sminuire — ma che l’accusa seguita a puntualizzare — è che, l’assistenza da un lato e la forza e la coercizione dall’altro, non possono essere conciliate l’una con le altre. Non posso sviluppare questo punto. Posso solo aggiungere a quanto Mr. Huber ha detto prima quanto segue. Questo esiste in ogni aspetto della vita: per esempio con i genitori, a scuola, sul lavoro, eccetera. Anche qui coesistono potere, coercizione e supporto, in contraddizione tra loro. La questione dev’essere risolta. E non si dovrebbe dimenticare questo problema, né tentare di ignorarlo per due ragioni: Primo, in psichiatria si è talvolta scompensati da uno stato di malattia acuta, la quale a volte perdura per lunghi periodi. Si deve quindi convivere con questa condizione in maniera molto responsabile, ed è difficile. Secondo, l’equilibrio di potere in psichiatria — come anche altrove — esiste, e bisogna cercare di seguirlo tentando di ridurlo, di usarlo responsabilmente. Bisogna rendersi conto che esso è legittimato, che è controllato. E bisogna rendersi conto che coloro i quali maneggiano questo potere, escludono i propri problemi ed interessi. Ciò significa che debbono essere qualificati per farlo — e lo si è già detto prima — e che debbono altresì essere soggetti a controllo. Discorso della Difesa — Klaus NouvertnéLa psichiatria — ovvero la mia visione della psichiatria — ha sempre qualcosa a che fare con una visione della vita. Vi prego, non interpretate questo come nazionalismo. Ma non posso fare a meno di dire che trovo tipico che l’accusa — ed essa è ciò che essenzialmente ci rimane dagli Americani — sia rappresentata da Americani. Non è perché io sia contro l’America, ma sono contro una cultura — ed i suoi rappresentanti — la quale ha una visione della vita molto individualistica, in cui ognuno è responsabile per tutti in ogni momento. E poi: i limiti, e cose la solidarietà e la mutua assistenza — come Mr. Narr l’ha definita, e in questo mi associo a lui — e in certe occasioni aiutare e supportare... Questo dura in me, a volte, non un giorno ma bensì 14! Questo, quantunque è il mio limite temporale, ed esso — per così dire — ne è la negazione! Riflettete su questo: che una cultura che suggerisca anche ad un quattordicenne o a un quindicenne — 14, 15 anni! — che sono pienamente responsabili nel prendere le proprie decisioni, per esempio li condanna a morte né più e né meno come gli adulti! Questa è l’immagine umana (non voglio ora creare immagini negative); ma questa è l’immagine umana che sta alla radice di questo. E non è la mia immagine. CONTINUA » Epilogo — Thomas Szasz
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