Caso Sbronzeri:
Comunicato di Natale Adornetto
sulle condizioni di Paola
Natale Adornetto (autore del libro Vengo Dalla Piccola Valle), in data 3 Agosto 2007, ha divulgato in rete la seguente email:
Ieri ho parlato al telefono con Paola Sbronzeri.
Non sto a raccontarvi la trafila che ho dovuto fare perché il tutto verrebbe lungo e cavilloso. Vi dico solo che ho parlato con 5 diverse persone, le quali, accampando scuse e pretesti vari, non mi hanno passato Paola. Alla fine, l’ultima delle persone con cui ho parlato, dopo una consultazione con lo psichiatra (col quale avevo già parlato) che ha in carico Paola, mi ha concesso di parlare con la Sbronzeri.
Il colloquio con le 5 persone è stato calmo da entrambe le parti, ma è stato riflessivo solo da parte mia.
Paola vive malissimo la sua condizione di persona ricoverata, così come ha sempre vissuto malissimo il fatto di essere, DA 20 ANNI, obbligata ad assumere psicofarmaci. Ogni qualvolta ha tentato di dismettere gli psicofarmaci o ha provato a farseli diminuire, gli hanno fatto il TSO o l’hanno minacciata di farglielo. La situazione non è cambiata nemmeno quando lei si è rivolta a dei privati, nel senso che sono sempre intervenute le strutture pubbliche, anche nei confronti del loro collega privato.
Mi ha raccontato che da sempre gli psichiatri tentano di convincerla che è malata e che ha bisogno di loro e degli psicofarmaci, ma lei ha resistito a questi brutali e barbari tentativi di manipolazione della sua mente.
Mi ha parlato del fatto che gli psicofarmaci l’hanno danneggiata tantissimo, e ha detto che sa che determinati danni sono irreversibili. Non ha mai retto gli effetti degli psicofarmaci. Da quando è in TSO, gli hanno aumentato il dosaggio degli psicofarmaci rispetto a quelli che gli davano prima. Mi ha pure detto che viene prevaricata.
Ho telefonato a Paola per manifestarle la mia solidarietà e per farle sapere che ci sono persone che comprendono appieno la sua tragedia. Le ho fatto pure sapere che altre persone hanno cercato di parlare con lei ma che gliel’hanno impedito.
Dalle parole che ha detto Paola, le cose che sono emerse più nettamente sono due. Il forte desiderio di andare subito via dal Niguarda e il fortissimo desiderio di dismettere gli psicofarmaci e potersi finalmente fare una vita sua.
Oggi ho telefonato nuovamente a Paola.
Mi ha raccontato che dopo aver parlato alla radio, hanno aumentato le misure restrittive nei suoi confronti. Dei suoi parenti, hanno fatto entrare solo la cognata.
Mi ha detto che al reparto hanno deciso di prolungarle il TSO fino al 17 agosto. Si rifiutano di dirle per quali motivi l’hanno ricoverata e che genere di terapia le stanno propinando (Paola si accorge solo che la quantità di psicofarmaci è superiore a prima).
Mi ha chiesto di promulgare le cose che mi diceva, anche se specifiche persone le hanno detto che non condividevano il fatto che lei stesse rendendo pubblica la sua storia e stesse lanciando un pubblico appello e una pubblica richiesta di aiuto.
Dopo mi ha anche richiamato per dirmi di comunicare che non le era stato notificato il TSO, come normativa prevede, e che l’avrebbero fatto quando lei sarebbe stata dimessa.
Dopo parecchie titubanze, che già da ieri avevo (difatti non ho comunicato subito del mio colloquio telefonico con Paola), ho infine deciso di accogliere la sua richiesta, e rendo quindi pubbliche in queste ml le cose che lei mi ha raccontato.
Mi auguro che possano servire ad aiutare Paola e la sua causa.
Natale Adornetto
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