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Il Caso David HealyJulie Smyth National Post Uno psichiatra britannico di primo piano ha intentato una causa da 9,4 milioni di dollari contro l’Università di Toronto e una clinica universitaria collegata, sostenendo che gli sia stata negata la libertà accademica allorché il suo contratto d’impiego venne revocato, una settimana dopo aver tenuto una conferenza in cui si metteva in relazione diretta il farmaco Prozac con il suicidio. Nella causa legale, che sarà la prima in Canada a trattare la questione della libertà accademica, si chiede al tribunale di stabilire un nuovo precedente di reato, o normativa civile, che riconosca a un insegnante il diritto di denunciare dei fatti senza paura di essere licenziato o essere fatto oggetto di censure scritte. Nella causa si sostiene che l’Università e il “Centre for Addiction and Mental Health” (“CAMH”) [Centro per le dipendenze e la salute mentale] avrebbero violato il loro contratto quando hanno rescisso l’offerta di impiego da 250.000 dollari l’anno fatta al Dr. David Healy. Si denuncia anche il fatto che essi l’avrebbero diffamato con memorandum e articoli riguardo le sue controverse affermazioni sul farmaco antidepressivo. La denuncia, presentata presso la Corte Superiore di Giustizia, afferma che il 30 novembre dello scorso anno il Dr. Healy, che aveva accettato un’offerta come direttore della clinica universitaria presso il Centro e come professore di psichiatria presso l’Università, ha affermato, durante una conferenza presso la CAMH, di ritenere che il Prozac può causare ad alcuni pazienti di commettere suicidio. Il suo avvocato ha dichiarato ieri che tale affermazione derivava dalle ricerche del Dr. Healy, come pure dagli studi condotti da altri medici. In seguito alla conferenza tenuta dal Dr. Healy, il Dr. David Goldbloom, primario del CAHM, professore di psichiatria dell’Università e responsabile delle assunzioni, “fu molto critico sul contenuto [della conferenza] e sembrò personalmente molto incollerito dalla stessa”, come si legge nella denuncia. Nella stessa si afferma che la Eli Lilly, che produce il Prozac, è stata uno dei maggiori finanziatori della clinica universitaria, avendo versato almeno 1,5 milioni di dollari. Si afferma anche che il giorno della conferenza alcuni rappresentanti della CAHM si siano incontrati con l’azienda. Nella denuncia si sostiene che verso il 30 novembre il Dr. Charles Nemeroff, uno psichiatra che era stato un grosso azionista della Eli Lilly e di altre case farmaceutiche, e che aveva partecipato alla conferenza, avrebbe parlato col Dr. Goldbloom riguardo alle osservazioni fatte dal Dr. Healy riguardo al farmaco. Nella denuncia si scrive che il 7 dicembre il Dr. Healy ricevette una lettera dal Dr. Goldbloom in cui quest’ultimo ritirava l’offerta. Si riporta quanto scritto nella lettera: “Essenzialmente, noi riteniamo che non ci sia una buona coincidenza fra Lei e il ruolo di responsabile di un programma accademico ... Tale opinione è stata resa ancora più concreta dal Suo recente intervento presso il Centro nel contesto di una conferenza accademica”. Il Dr. Healy, che insegna presso l’Università del Galles, riconosce che ci potrebbero essere delle critiche sull’ammontare dei danni legali che sono stati richiesti, ma ha dichiarato che, nel caso vincesse la causa, i danni punitivi verranno usati per costituire un fondo fiduciario canadese per la libertà accademica. Nella causa legale si chiede che il Dr. Healy sia reintegrato o, in alternativa, che l’università e la clinica universitaria paghino i danni. Si indicano altresì come imputati il Dr. Paul Garfinkel, presidente e direttore esecutivo della CAMH, e il Dr. David Naylor, rettore della Facoltà di Medicina presso l’Università. La CAMH ieri ha diffuso una dichiarazione in cui dice che il Centro insiste sulle propria decisione di rescindere l’offerta di lavoro fatta al Dr. Healy, che sarebbe basata “unicamente sui bisogni dei nostri pazienti e del nostro personale”. Nella dichiarazione si afferma che le decisioni relative alle assunzioni non sono mai state influenzate dai finanziatori esterni. Vivek Goel, vice-segretario della facoltà presso l’Università di Toronto, ha dichiarato di essere rimasto sorpreso che l’università sia stata citata nella denuncia, affermando che, sebbene le due istituzioni siano affiliate, è stata la CAMH a fare e poi rescindere l’offerta di impiego. Ha aggiunto che le indagini condotte dall’università lasciano intendere che l’azienda farmaceutica non abbia giocato alcun ruolo nella decisione di revocare l’assunzione, e che l’università sarebbe pronta a nominare il Dr. Healy presso la sua facoltà se gli verrà assegnata una nomina clinica presso la clinica universitaria. Nessuna delle due istituzioni ha presentato al tribunale un’istanza difensiva.
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