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Accordo Tra le Riviste Mediche Contro l’Ingerenza Delle Case Farmaceutiche10 settembre 2001 Articolo messo in Rete alle 18:14 ora italiana (16:14 GMT) WASHINGTON (CNN) — Alcune tra le più autorevoli riviste internazionali di medicina hanno raggiunto un accordo che punta a limitare l’influenza delle case farmaceutiche sulla diffusione dei risultati delle ricerche scientifiche. Una dozzina di giornali, tra i quali il ’Journal of the American Medical Association’, il ’New England Journal of Medicine’ e il ’Lancet’, richiederanno una serie di garanzie prima di pubblicare i risultati degli studi. L’obiettivo è dare maggiori garanzie al lettore contro eventuali manipolazioni delle notizie che riguardano gli effetti o le controindicazioni dei medicinali. La linea di condotta - ha detto la dottoressa Catherine De Angelis, editrice del ’Journal of the American Association’ - pur aspirando a una maggiore trasparenza non creerà alcun problema “alle case farmaceutiche oneste”. L’industria farmaceutica è la maggiore finanziatrice della ricerca biomedica, soprattutto dell’ambito di studi che analizzano la sicurezza e l’efficacia delle medicine. “In alcuni casi, i promotori della ricerca hanno deciso i parametri di partecipazione all’esperimento, parametri che non sono sempre stati scelti secondo l’interesse dei ricercatori, di quanti partecipano allo studio e dell’avanzamento della scienza - hanno scritto gli editori che si sono impegnati nell’iniziativa -. Gli studiosi hanno alcune volte poca o nessuna importanza nell’organizzazione dell’esperimento, non hanno accesso ai dati e hanno poco potere di interpretazione. Inoltre, anche quando i ricercatori hanno maggiore libertà, se i risultati della ricerca non vanno a vantaggio del promotore, può accadere che essi vengano nascosti invece di essere pubblicati”, conclude la pubblicazione. In futuro, prima della pubblicazione di questo genere di studi, i ricercatori dovranno firmare un documento che ne attesti la responsabilità sui risultati e i dati raccolti. “Non pubblicheremo articoli basati su studi nei quali gli sponsor abbiano il controllo dei dati”, hanno detto gli editori. “Non sono contro le case farmaceutiche - ha detto De Angelis - le adoro, ma non è questo il punto. La questione è che, alcune volte, quando portano avanti questi esperimenti clinici, ne controllano i dati. Li analizzano e in certi casi scrivono addirittura l’articolo. Tutto ciò porta alla sensazione, quantomeno, che ci sia un conflitto di interessi”. Le riviste che hanno preso parte all’iniziativa sono pubblicate in Australia, Gran Bretagna, Canada, Danimarca, Nuova Zelanda, Norvegia, Paesi Bassi e Stati Uniti. Con il contributo di Reuters
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