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Medicinali Pericolosi
Oltre 300 in Commercio

La lunga lista è stata preparata dalla
Organizzazione Mondiale della Sanità

RASSEGNA STAMPA

17 Agosto 2001
Daniela Monti



La lista è lunga: in commercio ci sono più di 300 farmaci definiti pericolosi per la salute. Farmaci molto specifici come quelli a base di tamoxifene, antitumorali che aiutano a combattere il cancro alla mammella, ma provocano quello all’utero.

Oppure farmaci di uso molto comune, come gli antinfiammatori non steroidei (cioè non cortisonici), che presentano come controindicazioni ulcera e altri problemi gastrointestinali. Per finire al farmaco forse più conosciuto, l’aspirina.

Il suo principio attivo, l’acido acetilsalicilico, è presente infatti nella lista: gli effetti collaterali possono comparire quando è somministrato in età pediatrica, tanto è vero che è sconsigliato come antifebbrile per i bambini.

L’allarme è stato lanciato dall’Organizzazione mondiale della Sanità, secondo la quale sarebbero oltre 50 le malattie respiratorie e polmonari collegate all’utilizzo di farmaci.

Il caso del Lipobay, anticolesterolo della Bayer ritirato perché ha provocato 52 morti, potrebbe dunque non essere isolato. “Ogni farmaco potenzialmente è dannoso, e più il suo principio è attivo, più si corrono dei rischi - spiega il farmacologo Silvio Garattini -.

Occorre fare il calcolo dei rischi e dei benefici: possiamo accettare che un antitumorale sia cancerogeno, se ci aiuta a guarire prospettandoci lontano nel tempo l’eventualità dell’insorgenza di un nuovo tumore. Ma certamente non possiamo accettare che una simile controindicazione sia contenuta in un farmaco per il mal di testa. E non dimentichiamo mai che gli effetti tossici dei farmaci sono sempre sottostimati: alle industrie piace enfatizzare i pregi dei loro prodotti, non i difetti”.

Nella lista non mancano psicofarmaci, come il criticatissimo Ritalin, a base di metilfenidato, una sostanza classificata tra le anfetamine, che agisce sul sistema nervoso. Negli Stati Uniti è uno dei più usati per curare la “Ad/Hd”, disturbo da deficit d’attenzione e iperattività nei bambini. In Italia è stato ritirato nel 1989, ma poi è stato reintrodotto e ora è in commercio: ad alte dosi, può modificare la personalità, con il rischio di assuefazione, come una droga.

Altro esempio di farmaco pericoloso: l’assunzione di leflunomide, sostanza utilizzata per la cura dei dolori artritici, avrebbe causato gravi insufficienze epatiche, che in alcuni casi hanno portato alla morte.

L’Agenzia europea per la farmacovigilanza ha denunciato 129 casi gravi, con 9 decessi.

“Per gli antinfiammatori il consiglio è affidarsi al medico: a parità di effetto, sappiamo che alcuni hanno minori controindicazioni rispetto ad altri - conclude Garattini -.

Per gli antitumorali, invece, si stanno facendo passi avanti: le conoscenze che derivano dall’analisi del genoma potrebbero portare in un futuro vicino ad una nuova generazione con minori effetti collaterali”.


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