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Baughman Sfata il Mito dell’ADHD
di Kelly Patricia O’Meara
Traduzione a cura del CCDU Italia
Insight on the News, 28/1/2002
Kelly Patricia O’Meara è una reporter investigativa per Insight.
Il neurologo californiano Fred A. Baughman Jr., ora in pensione, ha spedito
nel gennaio 2000 una lettera al ministro federale per la salute, in risposta
al Rapporto Satcher sulle Malattie Mentali. “Avendo studiato medicina”, scriveva
Baughman, “e quindi patologia - le malattie, seguite dalla diagnosi - Lei e
io, assieme a tutti i medici, sappiamo che la presenza di un’autentica malattia,
come il diabete, il cancro o l’epilessia, è confermata da un riscontro oggettivo:
un’anormalità fisica o chimica. Nessuna anormalità fisica o chimica: nessuna
malattia!
“Lei saprà anche, ne sono sicuro”, continuava Baughman, “che non c’è alcuna anormalità
fisica o chimica che si possa riscontrare in vita, oppure durante l’autopsia,
nell’ambito di ’depressione, disturbo bipolare e altre malattie mentali’. Perché
dunque Lei sta dicendo agli americani che le ’malattie mentali’ sono ’fisiche’ e che sono dovute a ’disturbi chimici’?”
Boughman concludeva la sua lettera di sei pagine a Satcher scrivendo che “il suo
ruolo in questa dissimulazione e in questo imbroglio è chiaro. I casi sono due:
o Lei è un medico così poco scientifico da non riuscire a leggere le loro [dell’American
Psychiatric Association] pubblicazioni preconfezionate e ’neurobiologichÈ senza
vedere la truffa che rappresentano, oppure Lei la vede e preferisce esserne complice.
In entrambi i casi Lei dovrebbe dimettersi”.
È proprio per questo suo stile diretto e senza fronzoli che Baughman è diventato
un paria delle comunità della psichiatria e della salute mentale, così come un
eroe per i famigliari di bambini in tutta l’America che ritengono di essere stati
“imbrogliati” dall’etichetta “ADHD” (Disturbo da deficit di attenzione/iperattività).
Questa “malattia”, come Baughman dice a Insight, “è una truffa al 100%”, ed egli
ne ha fatto la sua “crociata” personale, consistente nel porre fine alle diagnosi
di ADHD.
Insight: Lei ha esercitato privatamente per 35 anni come neurologo sia infantile
sia per adulti, diagnosticando delle effettive malattie. Cosa ha spinto il suo
interesse ad occuparsi delle diagnosi di ADHD?
Fred A. Baughman Jr.: Durante gli anni ’70 e ’80 questa “epidemia” dell’ADHD iniziò
a colpirci tutti, e il numero di bambini che mi venivano sottoposti stava aumentando
enormemente. Io esaminavo questi bambini per stabilire se avessero o meno delle
autentiche malattie. Dopo averli esaminati a fondo, cioè dopo aver svolto i test
che ritenevo necessari, non riuscivo a trovare in loro niente di sbagliato.
Mi stavo rendendo conto sempre di più che qualcosa si stava movendo dal tono con
cui si stavano facendo le diagnosi nelle scuole e da parte degli psichiatri che
operavano nell’ambiente scolastico. E questo nonostante il fatto che io non riuscissi
a trovare alcun fondamento scientifico per quella diagnosi. Però c’erano pediatri
e psichiatri scolastici che esercitavano nel campo della salute mentale secondo
modalità che non avevano alcun senso. C’erano presidi e insegnanti che mi minacciavano
di rivolgersi ad altri se io non avessi diagnosticato l’ADHD. In quanto neurologo
io mi occupo di diagnosticare vere malattie, per cui questo atteggiamento da parte
di persone che in teoria dovevano essere all’altezza mi lasciava molto perplesso.
Insight: Lei fa parte un ristretto gruppo di medici che sfidano apertamente la
comunità psichiatrica riguardo questo tipo di diagnosi. Perché pensa che così
tanti medici stiano diagnosticando l’ADHD sebbene anche loro dovrebbero sapere
che non ci sono dati scientifici a sostegno della stessa?
FAB: La maggior parte dei medici, così come i cittadini in genere, hanno bevuto
l’intera propaganda psichiatrica. La popolazione nel suo complesso ha subito un
tale lavaggio del cervello da parte di questa “tirannia degli esperti” da non
riuscire più a convincersi che le cose stiano diversamente da come l’industria
psichiatrica e le compagnie farmaceutiche le dipingono. Alla popolazione è stato
detto e ridetto che queste “malattie” esistono, a dispetto del fatto che non ci
sia alcuna prova scientifica a sostenere le loro affermazioni.
Alla gente è stato mentito così spesso che non riesce più a sbarazzarsi del concetto
che queste cosiddette malattie sono delle anormalità chimiche del cervello. La
psichiatria non ha mai provato che l’ADHD (per non parlare della depressione,
dell’ansia o del disturbo ossessivo/compulsivo [OCD]) addirittura esista. Eppure
ciò non ha impedito ai medici di continuare a diagnosticarle. Semplicemente si
decise nei primi tempi della psicofarmacologia (cioè degli psicofarmaci) che queste
erano delle buone idee, e quindi esse vennero appioppate al pubblico come se fossero
dei dati di fatto.
Insight: Con la diagnosi arriva la “dose”, le pillole che si trovano in farmacia
e che, in base a quanto viene asserito, aiutano a tenere sotto controllo questi
disturbi.
FAB: Sì, giusto, ma proprio come per la diagnosi non-scientifica, nessuno sa davvero
come funzionano questi farmaci sul cervello. A questo punto il tutto è teoria.
Ma poi questa stessa comunità psichiatrica dice che persino la depressione è una
malattia che risulta da uno squilibrio chimico. Dicono anche che l’OCD è una malattia
che comporta una anormalità chimica del cervello. In entrambi i casi non vi è
alcuna prova a sostegno delle loro affermazioni. Nel corso degli anni però si
sono messi a cammuffare un pochino la loro propaganda, e quindi dicono: “Beh,
è un disturbo psichiatrico”.
Insight: Lei ha deposto di fronte al Congresso su questo argomento, e molti dei
suoi scritti su queste questioni sono stati pubblicati da riviste mediche. Recentemente
lei è stato in Francia e ha parlato di fronte a un comitato dell’Assemblea Parlamentare
del Consiglio di Francia in contraddittorio con i sostenitori dell’ADHD. Che tipo
di risposta ha avuto?
FAB: Mi era stato richiesto di presentare le argomentazioni a sfavore della diagnosi
e della cura dell’ADHD. Non mi sarei mai aspettato che andasse così bene.
Tre psichiatri europei hanno sostenuto la causa della diagnosi dell’ADHD usando
la stessa vecchia presentazione di diapositive, che mostra la presunta atrofia
del cervello in pazienti con diagnosi di ADHD.
Ho fatto loro notare, come già moltissime volte qui negli Stati Uniti, che tutti
i pazienti delle diapositive il cui cervello mostrava un’atrofia erano anche stati
trattati con terapie a base di stimolanti, quindi non vi era modo di sapere se
l’atrofia non fosse in effetti stata causata dai farmaci piuttosto che dall’asserito
disturbo al cervello ADHD. Un membro del comitato del consiglio ha riassunto ciò
che era trasparso durante la giornata, dicendo in parole povere che non credevano
a ciò che era stato presentato dagli psichiatri riguardo all’ADHD, e cioè che
erano scettici sull’adeguatezza dei farmaci che venivano raccomandati per la diagnosi.
Uno degli psichiatri era così intimidito dalla mia argomentazione che minacciò
di abbandonare la riunione. È stata una cosa incredibile vedere questo tizio
uscire dai gangheri. Il Consiglio è stato fantastico, e io non mi sarei mai immaginato
una risposta così favorevole. È stata molto diversa dalla tipica risposta che
si avrebbe negli Stati Uniti. Io penso che gli europei stiano cercando di resistere
a tutto questa faccenda dell’ADHD.
Insight: Lei ha aperto un sito web, www.adhdfraud.org, per aiutare a fornire informazioni
ai genitori che hanno subito gli effetti di una diagnosi di ADHD. Che tipo di
risposta sta avendo dai genitori?
FAB: Sono entrato in contatto con molte famiglie che hanno subito questa diagnosi.
Prima di trovare me, di solito hanno già aperto gli occhi e si sono già resi conto
della truffa che essa rappresenta. Ma si rendono anche conto di quanto sia grave
la diagnosi per il bambino e i problemi che crea per le famiglie.
L’altra faccia della medaglia, naturalmente, sono gli autori di questi misfatti
presso il National Institute of Mental Health [NIMH] e gli psichiatri accademici
che hanno diffuso la propaganda sull’ADHD. Anche queste persone sanno chi sono
io, e cercano di non dar risposta alle mie lettere e ai miei scritti. Non vogliono
vedermi ai convegni e ai seminari medici perché sanno che io conosco i fatti,
non faccio prigionieri e sono determinato a dimostrare che stanno perpetrando
una truffa. Se loro riescono a tenere i cittadini all’oscuro riguardo ai fatti
relativi a questa asserita “malattia”, allora la scienza non c’entra più niente.
Mi piacerebbe moltissimo fare un dibattito col ministro della salute o con chiunque
altro nella gerarchia della psichiatria accademica, ma penso che nessuno di loro
accetterebbe. Il ministro non ha nemmeno risposto alla lettera che gli ho scritto
riguardo al suo Rapporto sulle Malattie Mentali, per cui non prevedo che salirà
sul palco da qui a breve.
Insight: Lei ha testimoniato in tribunale a favore di una ventina di famiglie
che stavano combattendo la diagnosi di ADHD. Cosa dovrebbero fare dei genitori
quando un loro figlio ha ricevuto quella diagnosi.
FAB: Alla gente sta venendo detto senza mezzi termini che questa “malattia” esiste
e che dovrebbe essere curata con i farmaci, quindi è estremamente difficile far
circolare la verità. Il primo essenziale passo che compiono gli autori di questa
truffa è di etichettare il bambino come affetto da ADHD. Ho visto coi miei occhi
il modo in cui queste cose si evolvono per coloro che cercano di opporsi al sistema,
ed è una cosa molto triste. Prima che i genitori si ritrovino in situazioni di
contenzioso legale contro il sistema scolastico locale e le autorità di contea,
dovrebbero togliere il figlio dalla scuola e ricorrere a un’istruzione a domicilio
oppure iscriverlo a una scuola parrocchiale o privata. Io dico ai genitori che
hanno dei figli coinvolti in questa truffa che, per ora, andare contro il sistema
è una situazione senza possibilità di vittoria.
Insight: Cosa servirebbe per invertire l’opinione dell’establishment su questa
questione?
FAB: Sto cercando di denunciare questa truffa medica e di ottenere un trattamento
medico equo e appropriato per i bambini quando ce ne fosse bisogno e, se questo
non fosse necessario, sto cercando di offrire l’appropriata educazione, con azioni
tese a migliorare il ruolo dei genitori, con l’uso della disciplina e con addestramento
specifico, in modo che questi bambini possano raggiungere l’auto-controllo. Tutti
loro ne sono certamente capaci.
Dobbiamo fare qualcosa, perché stiamo parlando di circa 6-8 milioni di bambini
che sono stati diagnosticati affetti da ADHD. Questa cosa proprio non può aspettare.
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